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PRISM: Il grande fratello spia anche te?

Non sono ancora chiari i risvolti della vicenda denominata "datagate", E forse non lo saranno mai. Tutti abbiamo appreso da fonti giornalistiche dell'esistenza di PRISM, la "macchina" creata dalla National Security Agency (NSA) del governo degli stati uniti in grado di tracciare le comunicazioni di tutti, preventivamente e a prescindere da inchieste o sospetti.

Tutti noi ci siamo fatti la nostra idea in merito, ciascuno la propria, come è giusto che sia.

Vorrei soffermarmi su quella che, a mio parere, è la questione più importante, capire se la cosa ci riguarda da vicino e se si come.

Facciamo un'ipotesi, diamo per scontato che le indiscrezioni giornalistiche che abbiamo letto siano tutte vere, intendiamoci, io non so se lo siano, ma facciamo finta che sia così.

La maggior parte dei servizi internet che tutti noi utilizziamo è erogata da società statunitensi, Google™, Skype™ , dropbox™, etc e già questo dovrebbe farci riflettere sul nostro possibile "tracciamento" digitale, ma spingiamoci oltre, facciamo un esempio verosimile, magari un po' all'italiana, forse anche esagerato.

Quando ho letto di PRISM ho subito pensato ad un'azienda italiana nostra cliente (non posso fare nomi, ma per comodità li chiameremo "quellitaliani") ha sviluppato e sta commercializzando in tutto il mondo un prodotto tecnologico frutto di un'idea geniale e di grossi investimenti e ricerca.

Il prodotto in questione è in diretta concorrenza con una delle aziende (chiamiamoli "quellifichi") che sembra essere coinvolta nel caso prism.

La società "quellitaliani" fa un massiccio uso dei servizi cloud di “quellibravi”, altra azienda U.S.A. coinvolta. Molte informazioni rilevanti di “quellitaliani” sia dal punto di vista amministrativo che tecnologico sono stoccate proprio nel cloud di “quellibravi” e la cosa non è un segreto.

Se, come riportano i giornali, qualcuno della NSA, ha chiesto in via ufficiosa alle big delle “dot com” americane di aderire a PRISM è, a mio avviso, lecito pensare che queste aziende abbiano ottenuto o possano ottenere qualcosa in cambio, proprio come si fa tra gentiluomini, giusto?

Ricapitolando abbiamo una situazione dove a "quellifichi" viene chiesto da qualcuno della casa bianca, l'accesso ai dati dei propri clienti. La società "quellibravi" detiene dei dati di "quellitaliani". Il punto è questo, se il ceo di "quellifichi", sapendo che anche "quellibravi" sono coinvolti nel progetto (perché lo sa, è ovvio), in cambio della sua collaborazione, chieda all'omino della NSA una copia di tutti i dati di "quellitaliani"?

Non sarebbe neanche necessario che “quellibravi” siano a conoscenza della richiesta, tanto NSA accede direttamente (forse) ai loro server.

Ovvio, sono tutte ipotesi, elucubrazioni mentali o voli pindarici conditi da paranoia. Ma vi sembra proprio così improbabile?

Senza dilungarmi oltre vi segnalo che l'impianto normativo Europeo è, in certi punti, addirittura più permissivo di quello statunitense.

Se volete proteggere i segreti della vostra azienda, vi consiglio di usare delle soluzioni di crittografia, che si basino su algoritmi robusti e pubblici, è facile reperire informazioni sulla rete per mettere in funzione delle buone soluzioni di crittografia, magari opensource che sono più sicure e gratis.

Magari in futuro vi darò qualche indicazione più precisa.

Autore: Andrea Dinale
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